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Nell'aprile del 1931 il regime fascista riesce a soffocare il volontariato umanitario e democratico che aveva tenuto in vita l'associazione e dichiara sciolto il Consiglio Direttivo della P.A. Croce Verde. A 35 anni dalla fondazione muore così la Pubblica Assistenza e si instaura al suo posto il nuovo Consiglio di Amministrazione del Sottocomitato della Croce Rossa Italiana, che prende possesso anche della storica sede del "Monticello". Negli anni '50 la sede sociale del Monticello diventa sede di studi medici e ricovero di automobili di privati cittadini. All'esterno dell'edificio fino a metà degli anni '70 si poteva notare una vecchia autoambulanza che lentamente, ma inesorabilmente, cadeva a pezzi, sino a che venne deciso di portarla alla rottamazione. Intanto, dopo alcuni anni di attività e di riunioni svolte all'interno del "bar Sport", nel 1970 viene inaugurata al "Ponte di Arcola" la sede dell'A.V.I.S., associazione che ha avuto un ruolo determinante per la rinascita della Pubblica Assistenza, tre anni dopo, l'A.V.I.S. inaugura la sua prima Autoambulanza. La Pubblica Assistenza trova quindi terreno fertile in questa attività dell'A.V.I.S. e nei suoi sostenitori, molti dei quali pensano che non sia più sufficiente quanto si sta facendo e che occorre andare oltre per garantire appunto il "soccorso pronto ed efficace". E' nel 1982, negli anni del rampantismo e dello "yuppismo" che la P.A. Croce Verde riprende vita proprio nei locali del "Ponte" con la vecchia Autoambulanza Fiat 238 che l'A.V.I.S. mette a disposizione facendone dono all'Associazione.
Il 13 Dicembre 1983, di fronte al Notaio Rosario
Patanè viene stipulato l'atto costitutivo e riprende così vita, anche
ufficialmente, la storia della Pubblica Assistenza Croce Verde di Arcola. Nel 1989 viene creato il Settore Protezione Civile ed Antincendio Boschivo, che nel corso degli anni si distinguerà in vari interventi, primi fra tutti gli aiuti umanitari nella ex Jugoslavia devastata dalla guerra, l'intervento nelle alluvioni del Piemonte e della Versilia e l'intervento nel terremoto dell'Umbria del 1997.
Oggi come allora l’attività è svolta esclusivamente da militi volontari, coadiuvati saltuariamente da obiettori di coscienza ad essa destinati tramite l’ANPAS Nazionale. Ad oggi il numero dei militi volontari oscilla intorno alle cento unità. L'Associazione garantisce l’operatività 24 ore su 24 per quanto concerne l’emergenza sanitaria ed effettua servizio di ‘Taxi sanitario", servizi non urgenti, ma indispensabili, quali ad esempio trasferimenti tra ospedali, dimissioni, trasporti per terapie varie o per dialisi e visite mediche, che garantiscono alla popolazione più debole un importante servizio sociale. Nello svolgimento della propria attività la Pubblica Assistenza Croce Verde collabora con il 118 Spezia Soccorso e con l’Azienda USL 5 Spezzino. Affinché i militi siano in grado di affrontare ogni situazione vengono organizzati appositi corsi di formazione, svolti periodicamente dal 118 - Spezia Soccorso e a scadenze regolari ripetuti presso la nostra sede dal Responsabile della Formazione. Durante la stagione estiva, inoltre, i nostri equipaggi svolgono turni di reperibilità per effettuare ronde di controllo per la prevenzione e lo spegnimento di eventuali incendi boschivi. Il gruppo partecipa attivamente alle esercitazioni nazionali di Protezione Civile organizzate al fine di uniformare la preparazione tecnica dei soccorritori su tutto il territorio e simulando calamità quali sismi, incendi, deragliamento treni, incidenti aerei ecc.
L'Associazione auspica che sempre più persone, ed in particolare giovani, possano dedicare al volontariato una parte del tempo libero e, nel contempo, migliorare le proprie prospettive di vita. Le elezioni per il consiglio direttivo che si sono tenute a fine ottobre 2005 hanno portato una ventata di nuovo nell'Associazione pur mantenendo la continuità degli ideali che la contraddistinguono. Il nuovo consiglio direttivo è formato da molti giovani, tutti militi effettivi e sta valutando la possibilità di costruire una nuova e più ampia sede sociale, di proprietà, al fine di avere più spazio per garantire ai soci e ai militi una vita associativa e servizi culturali e sportivi più ampi.
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